Manifestazione dei COBAS della scuola: via i super-presidi e i test Invalsi

LUCCA, 19 maggio – Ritiro del decreto “Buona scuola”, assunzione dei precari e stop ai quiz INVALSI. Tre idee chiare per i sindacati della scuola che si sono dati appuntamento sotto l’ufficio scolastico provinciale in piazza Guidiccioni. Circa cinquanta persone, compresi i rappresentanti di Cobas, SNALS, CGIL, CISL, UIL e Gilda ma un solo grande assente: l’esercito dei precari, dei giovani lavoratori della scuola che forse non credono più in una certa protesta, o forse non sono stati intercettati dalla “chiamata alle armi”. 

Il primo punto all’ordine del giorno è lo “strapotere dei dirigenti scolastici”: una scuola gestita “con una filosofia aziendalistica e un preside manager”, secondo i sindacati, non fa bene all’istruzione. Si teme, infatti, l’azione troppo “vincolante”: “Il piano d’offerta formativa – spiega Rino Capasso, responsabile dei Cobas Lucca – verrà redatto ogni tre anni secondo l’indicazione del preside che, a questo punto, non varrà più come uno, ma sarà un despota”.

Dubbi di libertà, quindi, di autoregolamentazione e perplessità su quello che potrebbe diventare un “dispotismo scolastico”.

“E’ scontato che in una situazione del genere ci sarà la tendenza ad assimilare le idee di chi dovrà valutare il lavoro degli insegnanti, che potranno, tra le altre cose, essere licenziati in tronco se non ritenuti all’altezza del compito assegnato loro”.

In seconda battuta, i sindacati puntano il dito contro i quiz INVALSI, la prova scritta a crocette ideata per valutare il livello di apprendimento dei ragazzi di terza media. “Questi test danno vita a una scuola nozionistica, hanno un effetto negativo sulla didattica. In questo modo prepariamo i ragazzi solo a svolgere test: senza logica, senza collegamenti, senza contestualizzazioni”.

Un pensiero anche ai convitati di pietra, quei precari della scuola che non erano presenti a far sentire la loro voce ma che secondo i sindacati dovrebbero essere assunti il prima possibile.

Appuntamento quindi al prossimo grande sciopero – quello del 5 maggio scorso ha raccolto la partecipazione di circa il 65 per cento dei lavoratori della scuola, con picchi dell’80 per cento – ovvero il blocco degli scrutini: diverso per ogni Regione, si procederà allo sciopero i due giorni dopo la chiusura delle scuole. In Toscana sarà l’11 e il 12 giugno. 

Sara Berchiolli
@saraberchiolli

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2 Commenti

  • Admin
    20 maggio 2015, 11:54

    sono per una scuola burocratica e immobile nel tempo, dove non è richiesto alcuno sforzo di miglioramento, dove loro giudicano ma nessuno li può giudicare, dove si ha diritto
    a riscuotere 12 mesi ma a lavorarne la met
    sono lavoratori più uguali di tutti gli altri lavoratori

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  • Admin
    20 maggio 2015, 14:33

    i test-boiata come questi tendono a sopravvalutare la nozione più del ragionamento, il dato più del processo

    esistono competenze e abilità che questi test-boiata non possono misurare, proprio per la loro natura rigida e standardizzata

    non misurano la capacità di riflessione critica, la capacità di esporre il pensiero, il livello di partenza e quello di arrivo, la partecipazione, la coscienza ed il senso sociale, il senso di appartenenza di classe

    esaltando la mera performance personale mortificano gli sforzi per arrivare alla conoscenza come conquista di gruppo, nata dalla cooperazione più che dalla competizione

    si valuta il singolo e mai si valuta il gruppo-classe, con gli insegnanti che diventano cifre su libri contabili

    l’unico reale scopo di questi test-boiata è quello di creare scuole di serie A e di serie B, a uso e consumo della figliolanza delle solite famiglie “bene” (ah ah ah, mi viene da ridere mentre lo scrivo), nella deriva aziendalista di cui è vittima tutto il sistema dell’istruzione pubblica

    per tutti questi motivi è imperativo che gli insegnanti in blocco non prestino collaborazione a questi test-boiata, boicottando le trovate classiste del neoduce Renzi

    oppure, i genitori tengano a casa i figli il giorno dei test-boiata, proponendogli attività alternative, ne va del loro futuro

    (va da sè che da questo appello sono irrimediabilmente esclusi i figli dei lucchesotti piccolo-borghesi, quelli che portano il bimbo a scuola con il Q7, ai quali questi test-boiata piaceranno sicuramente tantissimo)

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