Papa Francesco: “La teorie di genere come il nazismo”. In arrivo l’ora del ‘gender’ nelle scuole italiane per la rieducazione delle masse

LUCCA, 20 gennaio – “L’imposizione della ‘teoria del gender’ nelle scuole è colonizzazione ideologica, come lo fu quella imposta ai Balilla dal fascismo e alla Gioventù hitleriana dal nazismo”. In sordina se non proprio omessa dalle cronache di quasi tutti i principali giornali italiani, impegnati a dare ampio risalto al ‘pugno in risposta alle offese alla mamma’ e al ‘non far figli come conigli’, con queste parole Papa Francesco si è lanciato all’attacco della costruzione culturale che è alla base del progetto di società cui ambisce la sinistra italiana ed europea.

Secondo le ‘teoria del gender’ sesso e genere sarebbero due caratteri distinti della persona. Il ‘sesso’ sarebbe individuato dalle caratteristiche biologiche e anatomiche che ci distinguono fra maschi e femmine, il genere invece il risultato delle influenze culturali che ci porterebbero a sentirci e quindi comportarci da uomini e donne. In sostanza la relazione fra ‘sesso’ e ‘genere’ non sarebbe automatica o naturale, ma forzata da sovrastrutture culturali che ci indirizzerebbero verso lo status di uomo o donna e che, dunque, sarebbero alla base delle discriminazioni di genere di cui immancabilmente si sente parlare in quasi ogni ambito dall’opinione pubblica.

Tale teoria, il cui fondamento scientifico non è ancora stato appurato e che dunque non può fregiarsi di altre definizioni se non quella per l’appunto di ‘teoria’, è in realtà molto accreditata dall’elite politico-intellettuale europea, incoraggiata e finanziata dalla UE e in procinto di fare il proprio ingresso nelle scuole italiane con appositi programmi didattici e libri di testo come del resto già successo in altri avanguardistici paesi europei come quelli scandinavi.

Comunque sia i suoi postulati influenzano a flusso continuo i grandi temi etici e sociopolitici odierni. Partendo dall’assunto che il genere o orientamento sessuale sono una scelta soggettiva e non anche la conseguenza delle proprie caratteristiche biologiche (sesso), si arriva alla volontà di annullamento di qualsiasi ‘riferimento di genere’ con il fine di rimuovere quelle sovrastrutture culturali che sono considerate fuorvianti per l’autodeterminazione della propria individualità.

In molti staranno pensando alla questione omosessuale, ai matrimoni fra persone dello stesso sesso o all’adozione gay, mentre invece i risvolti quotidiani della ‘teoria del gender’ si hanno proprio nel lavoro di cambiamento di quelli che sono considerati i pilastri della condizione culturale che condurrebbero a una scelta forzata del proprio genere. Ad esempio nella critica al linguaggio, laddove la secolare struttura delle lingue latine viene definita ‘linguaggio di genere’ e si promuove la rimozione di tali abitudini (si pensi a politici o uffici stampa che utilizzano definizioni quali ‘assessora’ o ‘sindaca’), all’indicazione di genitore 1 o genitore 2 sui documenti pubblici e istituzionali, nelle politiche di genere che ormai annoverano un assessore preposto in quasi tutti gli enti italiani e anche nei corsi di formazione per insegnanti e i progetti didattici finalizzati a sollecitare l’attenzione al ‘gender’. 

Nel campo dell’educazione i risvolti potrebbero essere quelli già visti ad esempio in alcune scuole svedesi, dove è stato vietato l’uso dei pronomi per riferirsi ai bambini (che sarebbero discriminatori in quanto riferiti al sesso biologico), oltre all’introduzione come in Germania e Francia dell’ora di ‘educazione gender’ che sta per arrivare anche nella scuola italiana e che è già stata sperimentata in alcuni distretti suscitando forti polemiche, come ad esempio in Umbria. Sulla questione peraltro esiste un interessante documentario norvegese, mai arrivato in Italia ovviamente, ma sottotitolato e visibile a tutti su YouTube.

Per quanto piuttosto controversa e per certi versi discutibile, la critica alla ‘teoria del gender’ è inversamente proporzionale allo spazio che l’opinione pubblica riserva ai suoi postulati, pur senza mai citarla, proprio ponendone le conseguenze al centro del dibattito quotidiano e del linguaggio dei personaggi pubblici. Stupisce dunque che in un paese dove qualsiasi esse siano le parole del Papa diventano l’apertura di tutti i tg domenicali, le dichiarazioni di Francesco siano scivolate sottotraccia.

Il pretesto è quello di un chiarimento sul concetto di ‘colonizzazione ideologica’ utilizzato da Bergoglio durante l’incontro con le famiglie di Manila. Questa la trascrizione integrale della risposta di Papa Francesco riportata da RadioVaticana: «La colonizzazione ideologica: dirò soltanto un esempio, che ho visto io. Venti anni fa, nel 1995, una Ministro dell’Istruzione Pubblica aveva chiesto un prestito forte per fare la costruzione di scuole per i poveri. Le hanno dato il prestito a condizione che nelle scuole ci fosse un libro per i bambini di un certo livello. Era un libro di scuola, un libro preparato bene didatticamente, dove si insegnava la teoria del gender. Questa donna aveva bisogno dei soldi del prestito, ma quella era la condizione. Furba, ha detto di sì e anche ha fatto fare un altro libro e ha dato i due (libri) e così è riuscita… Questa è la colonizzazione ideologica: entrano in un popolo con un’idea che niente ha da fare col popolo; sì, con gruppi del popolo, ma non col popolo, e colonizzano il popolo con un’idea che cambia o vuol cambiare una mentalità o una struttura. Durante il Sinodo i vescovi africani si lamentavano di questo, che è lo stesso che per certi prestiti (si impongano) certe condizioni. Io dico soltanto questa che io ho visto. Perché dico “colonizzazione ideologica”? Perché prendono, prendono proprio il bisogno di un popolo o l’opportunità di entrare e farsi forti, per (mezzo de)i bambini. Ma non è una novità questa. Lo stesso hanno fatto le dittature del secolo scorso. Sono entrate con la loro dottrina. Pensate ai Balilla, pensate alla Gioventù Hitleriana. Hanno colonizzato il popolo, volevano farlo. Ma quanta sofferenza […]».

Attenzione, la riflessione anche critica sulla ‘teoria del gender’ e sulle politiche di genere niente ha a che vedere con la messa in dubbio della dignità e col rispetto dovuto a qualsiasi scelta individuale riguardante il proprio orientamento sessuale, ne’ coi diritti che uno stato laico e possibilmente liberale deve garantire a tutti i propri cittadini, nessuno escluso, in eguale misura.

Semmai lo spunto di riflessione dovrebbe riguardare l’antico vizietto della sinistra di stabilire nei suoi meandri intellettuali come debba essere la società, cosa sia giusto e sbagliato, e quindi nella volontà una volta occupati tutti i posti di potere politico e culturale di educare i popoli imponendo la propria visione ‘eletta’, definendo inaccettabili tutte le opinioni altrui e etichettando con termini dispregiativi e inaccettabili (‘fascista‘, ‘maschilista‘, ‘sessista‘ ecc) ogni punto di vista non allineato con quello che viene definito ‘pensiero unico’. La ‘teoria del gender’ potrebbe essere il nuovo marxismo in grado di restituire alla sinistra quella missione ideologico educativa venuta meno dopo la caduta del muro di Berlino. Intanto registriamo che per il Papa si tratta di una forma di nazismo, poi staremo a vedere.

Alessandro L. @alessandro_laz

La trascrizione del discorso di Papa Bergoglio:

Papa, aereo: trascrizione integrale del testo

Il documentario norvegese sulla teoria del gender:

Paradosso e Identità di Genere in Norvegia di Harald Eia ITA

9 commenti

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9 Commenti

  • Lughix
    23 gennaio 2015, 12:07

    Mah…io mi domando, ma questa “ideologia gender” è davvero così pericolosa? Sta cambiando il nostro modo di vivere? E’ cosi diffusa? A me sembra che spesso si voglia ingigantire delle vicende solo per nascondere altre cose, come: intolleranza dell’omosessualità, paura dell’omosessualità, paura dei propri istinti (una visione un po’ freudiana), paura e non volontà nel denunciare quali sono oggi i veri mali che sfasciano le famiglie (non è certo l’ideologia gender) perché quelli ci toccherebbero troppo da vicino (meglio trovare il classico capro espiatorio), mala-informazione (e tanta!)…

    Poi vabbè…sulla “colonizzazione ideologica”, il confronto con il fascismo, ecc stendiamo un velo pietoso! Da cattolico vorrei chiedere al Papa se la Chiesa durante tutto il suo ministero non avesse utilizzato quegli stessi metodi oggi dove e cosa sarebbe!!

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  • elisabetta samek lodovici
    22 gennaio 2015, 21:55

    L’ideologia gender è inquietante e perversa, è contro qualsiasi logica e buon senso.

    Ancora più inquietante il silenzio da parte degli organi di informazione, salvo rarissime eccezioni, delle numerosissime iniziative popolari che si sono attivate per contrastare tale ideologia.

    La ringrazio per il suo coraggioso intervento.
    Elisabetta Samek Lodovici

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  • gigino
    21 gennaio 2015, 18:01

    papa francesco, i furbi come voi altri eh…

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  • Aquaman
    21 gennaio 2015, 15:50

    Il Papa tra Pugni, Conigli e altre varie incontrollabili sciocchezze affronta finalmente un tema sano e di principio cristiano. Alleluia alleluia.

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  • il troll
    21 gennaio 2015, 11:21

    “La teoria del gender è il nuovo marxismo” me la segno. Assieme all’altro celebre assioma secondo il quale “Il culo è la topa del 2000” potrà costituire un utile bagaglio ideologico grazie al quale ricostruire una destra dai valori forti e condivisibili.

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  • Pascal
    21 gennaio 2015, 11:13

    Darwin di rivolta nella tomba: di fronte a certe teorie decadenti e innaturali la società occidentale merita solo di soccombere.

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  • sara
    21 gennaio 2015, 11:06

    sentire parlare di colonizzazione ideologica dal capo della chiesa…che sono duemila anni che fanno queste operazioni!
    è incredibile
    hanno paura di perdere il monopolio??

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  • AMMONIO
    21 gennaio 2015, 01:21

    Quando avrò tempo mi guarderò il famoso documentario norvegese…… così forse capirò il “gender”. Dunque …..”..in alcune scuole svedesi, dove è stato vietato l’uso dei pronomi per riferirsi ai bambini (che sarebbero discriminatori in quanto riferiti al sesso biologico),…”. Cioè come si dovrebbe fare??? La bambinA vede che Pierino prende la matita e dice alla maestra: Signora maestra, LUI (riferito a Pierino) mi prende la matita! Eh ma per la teoria del gender LUI (un pronome mi pare, nonostante le mie modestissime cognizioni grammaticali…) non va bene…. e allora?????? E allora cosa accidente deve dire la bambinA??????? Forse si dovrà adottare qualche lingua extraterrestre??? BOH!???

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  • fabrizio
    20 gennaio 2015, 22:38

    ogni tanto il Papa dice qualcosa di sensato

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