Genitori in stato di bisogno: i figli devono pensare agli alimenti

Genitori in stato di bisogno: i figli devono pensare agli alimenti

LUCCA, 15 aprile – Nella rubrica Giuridica-Mente si è trattata in passato la questione del mantenimento dei figli (leggi qua), evidenziando come la legge preveda espressamente l’obbligo di sostentamento economico dei genitori nei confronti della prole, anche quando quest’ultima raggiunga la maggiore età.

La domanda a cui risponderemo oggi invece analizza l’opposto scenario, ossia: una volta cresciuti i figli sono tenuti o meno a curare i propri congiunti e – in particolare – i genitori?

In questo caso si deve analizzare il concetto stesso espresso giuridicamente dal termine “alimenti“, che si pone in una prospettiva diversa dal mantenimento.

Essi non sono altro che prestazioni di assistenza materiale, dovuti ex lege al soggetto che versi in stato di bisogno economico e rientrano nei cosidetti “obblighi di solidarietà familiare”.

Gli articoli di riferimento da esaminare sono contenuti del Codice civile e – in particolare – sono quelli dal numero 433 in poi.

In primo luogo i soggetti obbligati a prestare gli alimenti sono, oltre che una serie di “parenti” (tra cui coniuge, genitori, generi, nuore) anche i figli nei confronti dei genitori.

Non si ha nessuna distinzione di genere, perché tutti i figli, dai legittimi ai naturali fino agli adottati, devono prendersi cura del genitore che si trovi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento.

Da tenere presente che vi è un preciso obbligo di prestare gli alimenti del soggetto che ha ricevuto una donazione da chi poi si è trovato in condizioni di bisogno: secondo l’art. 438 c.c., infatti, il primo è tenuto con precedenza su ogni altro obbligato, a prestare gli alimenti al donante, salvo che l’atto di liberalità non sia stato fatto in costanza di un matrimonio o si tratti di una donazione remuneratoria (ovvero eseguita per motivi di riconoscenza e per meriti di chi la riceve).

Se poi il soggetto donatario si rifiuti di adempiere, può aversi ex art. 801 del codice civile anche la revoca della donazione.

In ogni caso, se gli obbligati si rifiutino di aiutare il bisognoso, interviene il giudice.

Le condizioni necessarie, però, perché si possa fare domanda di alimenti sono due e cioè la mancanza o insufficienza dei mezzi per affrontare le necessità primarie di vita e l’impossibilità di provvedere al proprio mantenimento, poiché in condizione di malattia oppure per posizione sociale o per condizioni psicofisiche e/o intellettuali.

Gli alimenti devono essere assegnati in proporzione alle necessità del soggetto richiedente, ma anche tenendo conto delle condizioni economiche di chi è obbligato a somministrarli.

Se ci sono più figli, che sono tutti obbligati, devono concorrere alla prestazione degli alimenti, ciascuno in proporzione alle proprie condizioni economiche. Qualora sorgesse una diatriba tra questi soggetti sulla misura, distribuzione o sul modo di somministrazione degli alimenti, la questione sarà risolta da un giudice.

Nel caso poi di urgente necessità, l’autorità giudiziaria potrà porre temporaneamente l’obbligazione agli alimenti a carico di uno dei soggetti obbligati, salvo però il diritto di regresso del soggetto che li ha prestati nei confronti degli altri.

Riguardo alle modalità di somministrazione vi è scelta tra adempiere mediante un assegno periodico oppure accogliere il soggetto bisognoso nella propria casa.

Gli alimenti sono dovuti dal giorno della domanda giudiziale oppure dalla costituzione in mora (c.d. raccomandata con ricevuta/telegramma ecc. in cui si richiedono gli alimenti), ma in quest’ultimo caso inizieranno a decorrere dalla costituzione in mora solo se a quest’ultima segua, nei sei mesi successivi dall’invio della stessa, la domanda giudiziale (art. 445 c.c.).

Per non dover attendere i tempi della giustizia, il Presidente del Tribunale – su domanda di parte – potrà in costanza del processo, ordinare che un assegno sia posto in via provvisoria a carico degli obbligati potendone scegliere anche uno solo di essi, che però ha il diritto di agire regressivamente verso gli altri.

Qualora, poi, durante la somministrazione degli alimenti dovesse mutare le condizioni economiche di chi le somministra o dell’alimentando, il giudice potrà dichiarare la cessazione, l’aumento o la riduzione dell’obbligo. Del pari gli alimenti potrebbero essere ridotti anche per la condotta disordinata o riprovevole dell’alimentando.

Si deve tener presente – in quest’ultimo caso -che si può avere solo un diritto alla riduzione dell’obbligo, ma mai un’esenzione totale: la giurisprudenza ha infatti più volte ribadito come il diritto agli alimenti esista, anche se il richiedente si trovi in stato di bisogno per sua colpa, poiché il principio anzidetto della solidarietà familiare prescinde da qualsiasi valutazione morale.

Tale obbligo avrà termine naturalmente con la morte del soggetto bisognoso, non esistendo in tale ipotesi un diritto di successione.

Concludendo, bisogna ricordare che il beneficiario non può disporre liberamente del suo diritto cedendolo o rinunciandovi, perché esso è impignorabile e imprescrittibile, in quanto garanzia a tutela dei bisogni primari dell’individuo.

E’ per questo che la tutela offerta dalla legge si rafforza anche tramite l’applicazione dell’articolo 570 del Codice penale che punisce chi, tra gli altri, con una condotta contraria all’ordine o alla morale delle famiglie, fa mancare i mezzi di sussistenza agli ascendenti.

* Avvocato

Fonti: wikipedia; codice civile.

(Per proporre quesiti su ulteriori questioni legali i lettori possono scrivere all’indirizzo: consiglilegali@nullloschermo.it; sarà garantito il pieno rispetto della privacy).

68 commenti

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68 Commenti

  • Devid Dari
    20 settembre 2017, 16:36

    Salve avvocato volevo sapere una cosa io tengo in casa. Mia madre posso richiedere un rinascimento economico delle spese effettuate a mia madre ad altri due fratelli ?in poco parole posso.chiedere dei soldi hai miei fratelli che se me.fregano di nostra madre?

    RISPONDI
  • angelo giovanni
    3 settembre 2017, 10:41

    Sono un pensionato vedovo di 72 anni sto pagando mensilmente debito funerario di 250 euro, ho un mutuo su casa fino al 2025 di 600 euro mensili, percepisco pensione netta di 1250 euro.
    ho inoltre tutte le spese , luce gas telefono assicurazione auto e un impegno di 220 euro mensili da restituire per spese mediche prestate alla mia buonanima.
    Ho tre figlie di 40/38/36 , ma non contribuiscono minimamente alle spese perchè anche loro hanno mutui.
    Sono un caso disperato oppure c’è una probabile soluzione ?
    Attendo una cortese risposta.

    RISPONDI
  • caterina giasyrani
    14 agosto 2017, 16:30

    Buongiorno, si tratta di un tema di richiesta di alimenti da parte di un mio amico in stato avanzato di cirrosi con epatocarcinoma e condizioni di salute molto serie. LUI percepisce un assegno sociale di 460 euro che deve pagare affitto spese cure e alimentarsi con diete ferree che lo aiuterano alla sopravvivenza. lui vive solo ,io sono venuta dalla Grecia dove risiedo per dare una mano a questo uomo di 67 anni che ha due figlie, fratello e sorella , anche la mamma. Io ho fatto appello a questa famiglia ma dicono che non vogliono sapere anche se stanno bene economicamente. Ora non sapendo più come aiutare ho fatto questa ricerca su internet e ho visto che un certo impegno cualquno di loro se lo deve prendere perché ci sono le leggi. Bene sono qui a far presente questo caso se per favore mi potete aiutare ad aiutarlo.. Ringrazio anticipatamente e saluto cordialmente

    RISPONDI
  • Dario
    1 agosto 2017, 14:11

    Dario
    Salve, mia moglie è stata citata con suo fratello al pagamento degli alimenti in favore della madre separata dal marito già alcuni mesi. Da precisare che la madre è più di un anno che non vede figli a seguito di litigi e minacce da parte di quest’ultima. I figli assistono già il padre invalido 100% inabile al lavoro. Vi chiedo se siamo costretti alla corresponsione degli alimenti anche alla madre nonostante i rapporti con i figli è diventato logoro causa minacce ricevute? Grazie

    RISPONDI
  • Pasquale
    22 luglio 2017, 13:46

    Mio figlio a una società SAS mi può fare degli assegni. A me padre di 200.€ al mese dal conto della societa

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  • Cristiano
    13 luglio 2017, 18:30

    Se x mantenere il genitori il figlio non ha reddito .chi ha l’ obbligo

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  • Rita
    5 luglio 2017, 11:31

    Ho ristrutturato un appartamento di mia proprietà, abbattendo le barriere architettoniche, per poter accogliere mia suocera gravemente ammalata. Ho diritto di chiedere a mia cognata parte della cifra spesa?

    RISPONDI
  • vittoria
    17 aprile 2017, 19:36

    Vi chiedo scusa ma vorrei sapere come posso obbligare mia figlia maggiorenne a rimanere nella casa genitoriale per aiuto economico avendo solo mio marito uno stipendio di circa ottocento euro ed avendo un’abitazione in affitto di circa cinquecento trenta euro al mese più spese condominiali ed mia figlia ha appena iniziato a lavorare dopo averla fatta studiare sino all’anno scorso ottenendo il diploma di specializzazione pagata da mio marito.
    Mia figlia percepisce seicento euro al mese.
    Grazie per la risposta e cordiali saluti.

    RISPONDI
  • francesco
    31 marzo 2017, 15:08

    Alla c a attenzione dell’avvocato

    In merito all ‘articolo genitori in stato di bisogno avrei delle considerazioni da fare.

    Sono una figlia adottiva.
    Da molti anni non ho un rapporto ( come si dovrebbe avere tra madre e figlia) con mia madre.

    All’età di 20 anni mi sono trasferita e non vivo più con loro. Metto in evidenza che chi ha provveduto fino a ora a me stessa sono stata io e il mio attuale compagno.

    per anni mi hanno praticamente ignorata, non chiamandomi al telefono, negandosi quando li ho cercati e facendo in ogni modo di non farmi andare a casa. Neanche a trovarli. Io li ho sempre cercati. Un dialogo. Una richiesta di disponibilità qualora ci fosse bisogno . Nulla. Muro totale. Sopratutto da parte di lei. Lui è stato succcube e ovviamente chi tace acconsente..

    Hanno preso decisioni senza interpellarmi, si sono amalati più volte e non mi hanno fatto sapere nulla! insomma trattata da estranea!

    tutto questo da a fare da cornice c’è la presenza di mio fratello (sempre adottivo). 3 figli, senza lavoro, ha vissuto ( e lo sta ancora facendo)per anni con il loro aiuto, contributo d’affito, buoni, terreni donati ecc! E ha tentato in tutti i modi di allontanarmi dalla famiglia, che non era già una grande rapporto, e ciè riuscito!

    e io per tanti anni non avendo nessuna voce in capitolo sono stata a guardare.

    Qualche anno fa mio padre si è amalato. E’ stato messo in una casa di riposo! Anche questo io ne sono venuta a conoscenza a cose fatte!
    chiaramente mia madre adottiva non lavorando ha finito tutti i soldi. Vuoi per mantenere mio fratello, vuoi perchè la pensione di mio padre non copre la retta dello spizio.

    Io anni fa avevo le avevo proposto di vendere la casa in cui vive ( una villetta in sardegna). 15, 16 anni fa c’era ancora mercato, e la casa era tenuta decentemente. Lei per fare in modo che non si vendesse sapete cosa ha fatto?
    un anno fa, ha la separazione dei beni da mio papà, si è fatta fare la donazione della casa coniugale! Ora risulta uncica proprietaria della casa.

    Mi è arrivata una raccomandata in cui mia madre mi chiede di fare l’isee socioresidenziale . Metto in evidenza che quest inverno che sono riuscita ad ndare ( con inganni) a trovarla ha trovato tutti i modi per litigare (nonostante abbia più di 70 anni) e come sempre non si è fatta più sentire. Ora mi manda questa raccomandata.
    Chiamo per sapere spiegazioni e mi minaccia. "io scriverò che non ci sono rapporti affettivi tra noi e te" tra l altro mettendo in mezzo mio padre ( che mi ha sempre voluto bene).

    Qualche anno fa (una 15 anni fa) mi ha dato dei buoni. Lei al telefono mi ha rinfaciato questi buoni dicendomi" dovrai spiegare al giudice, come li hai avuti ecc!

    Volevo capire
    Ho l’impressione che abbia fatto fare la donazione da mio padre, per fare in modo che la casa non si possa vendere! E allora mi dico: questa è pura cattiveria. mi viene da pensare che lo abbia pianificato da tanto tempo e la richiesta dell’isee sia una scusante. Una cosa in più per tormentarmi.

    Non mi calcoli per anni, mi umilia quando le rare volte che sono riuscita ad andare a trovarli e poi si ri presenta improvvisamente, pretendendo documenti miei e non con genitlezza ma minaciandomi pure!

    Io e il mio compagno abbiamo una proprietà in comune.
    Non ho c/c ma un macchinina di seconda mano!!

    Sono disoccupata

    Cosa può pretendere da me?
    Come mi devo comportare.

    E’ una situazione paradossale. Io che ho cercato in tutti i modi di occuparmene. Sono stata infinitamente rifiutata, e ora questo.

    A che articolo del codice posso appellarmi?

    Vi ringrazio

    in attesa di un gentile riscontro

    porgo distinti saluti

    Manuela

    RISPONDI
  • MARIO
    10 marzo 2017, 00:34

    Salve ,mio suocero anni 86,affetto da lieve Morbo alzahimer .La sua pensione è di 907.00 euro, ed un appartamento di sua proprietà.A fronte di diverse patologie gli è stato assegnato la Legge 104, art.3 comma 3, compreso indennizzo per accompagnamento pari a 500,00 circa .Per tanto pensione ed integrazione accompagnamento per un totale di euro 1.44,00.
    E stato nominato un ADS, quest’ultimo a disposto un badante, ancora da regolarizzare.
    Pare che i soldi non basterebbero per coprire le spese.
    Ci sono tre figli di cui uno e morto (ma ci sono gli eredi del pre morto), e gli altri 2 figli.
    L’ADS prepotentemente chiede ad una figlia che abita a 300 km circa la sua assistenza settimanale una volta al mese.
    Se non può recarsi presso l’anziano ha chiesto di mettere dei soldi.
    La figlia non ha reddito, fiscalmente e a carico dello scrivente, ed ha problemi di salute.
    In virtù di tanto mio suocero che attualmente percepirà 1400,00,ed è proprietario di una casa,possono (non e indegente, ad ha reddito) , possono obbligare a concorrere alle spese quali alimenti ed altro?
    Possono obbligare la figlia ad assisterlo,ed in assenza della presenza di mettere soldi?
    I nipoti figlio del morto devono partecipare ?
    Grazie per vostra cortese risposta

    RISPONDI
    • Enrica@MARIO
      16 settembre 2017, 21:39

      Invio questo articolo le puo’ essere utile sapere i diritti nel caso la persona dovesse avere la necessità di ricovero :
      MALATI DI ALZHEIMER LA RETTA PAGATA DAL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE

      Un diritto purtroppo ancora sconosciuto ai piu’ :

      Rette chieste illecitamente alle famiglie

      I malati di Alzheimer e i loro familiari devono sapere che possono interrompere i pagamenti.
      Malati o i loro eredi che hanno pagato per loro, possono chiedere la restituzione di quanto corrisposto

      Fin dal primo grado di giudizio è ormai confermato che la retta per i malati di Alzheimer deve essere pagata dal Servizio sanitario regionale.

      Un diritto esteso a tutti i malati di demenza senile.
      Oggi solo il 16% dei 600.000 malati di Alzheimer viene assistito in strutture pubbliche, dato in diminuzione per l’insostenibilità delle rette chieste illecitamente alle famiglie.

      La sentenza emessa l’1 marzo scorso dal Tribunale di Monza, ottenuta dall’avvocato Giovanni Franchi di Parma è la prima pronunciata da giudici di merito sulla base della nuova normativa introdotta dal DPCM 14 febbraio 2011, sul quale neppure la Cassazione si era mai pronunciata.

      Della Cassazione accoglie invece l’ indirizzo -confermato dalla sentenza 22776/16 – ribadendo che i costi delle attività assistenziali del malato di Alzheimer, quando vi sia la prevalenza delle prestazioni sanitarie ( il che è sempre così per i malati in stato avanzato) sono a carico del Servizio Sanitario Regionale.

      Un diritto che, fatto importantissimo, la 22776/16 estende dai malati di Alzheimer a tutte le persone affette da demenza senile.

      In pratica chi, affetto da Alzheimer o da altre forme di demenza senile, viene ricoverato in RSA e, oltre alla permanenza assistita in struttura, riceve anche cure mediche, non deve pagare nulla, né la famiglia deve farlo in sua vece.

      Un diritto purtroppo ancora sconosciuto ai piu’,cui viceversa la giurisprudenza è sempre più sensibile. E questa sentenza ne è conferma.

      In Italia, secondo il Censis, vi sono 600.000 malati di Alzheimer ed i costi diretti dell’assistenza ammontano a oltre 11 miliardi di euro, di cui il73% tuttora a carico delle famiglie malgrado debbano essere sostenute dalle Regioni così come per le persone.

      In tutto gli affette da demenza senile sono più di 1.200.000.

      “ E’ importante che gli interessati siano informati – ha dichiarato l’avvocato Giovanni Franchi – perché molto spesso i Comuni, se le RSA sono pubbliche, presentano ai familiari conti molto salati, che mettono in seria difficoltà economica le famiglie. Non per niente è in costante diminuzione il ricorso ai servizi pubblici di assistenza: oggi solo il 16,6% dei malati ricorre alle strutture riabilitative mentre, solo lo scorso anno, erano circa il 20%.

      Sono, invece, i malati o i loro eredi che hanno pagato per loro, a poter chiedere la restituzione di quanto corrisposto. E la sentenza ottenuta a Monza lo conferma, perché non solo è stata respinta la richiesta di pagamento delle rette che erano rimaste insolute, ma la RSA è stata pure condannata a restituire ciò che fino ad allora era stato pagato.

      I malati di Alzheimer e i loro familiari devono sapere che possono interrompere i pagamenti e chiedere la restituzione di quanto fino ad oggi pagato, con l’unica condizione che il paziente abbia avuto abbia tuttora bisogno, anche e in maggior misura, di prestazioni sanitarie, rispetto a quelle assistenziali ”.

       29 marzo 2017
      Donnecultura

      RISPONDI
  • Alessandra
    8 marzo 2017, 19:57

    Salve, vorrei sapere materialmente cosa devo fare x chiedere gli alimenti a mio fratello x il sostentamento di nostra madre. Chiedo inoltre se l’opera da me prestata c/o l’abitazione di mia madre evitando anche per brevi periodi il pagamento di collaboratori esterni, equivalga ala prestazione di alimenti

    RISPONDI
  • antonino
    7 marzo 2017, 17:10

    Buongiorno , volevo un parere in merito ad una questione , mio padre 91enne ha avuto un ictus cerebrale e adesso è a casa con mamma 81enne che gli fa compagnia e con l’aiuto di una signore che passa 3 volte al gg per gli aspetti sanitari , io vorrei dare piu’ aiuto ai miei aumentando le ore di presidio ma mi scontro con i miei 2 fratelli che dicono di non avere soldi , di uno posso crederlo per l’altro no , io sono quello che in questa fase si sta facendo carico praticamente di tutto e vorrei evitare di dover scoppiare psicologicamente e economicamente , cosa mi consigliate di fare ? grazie Antonino da Milano

    RISPONDI
  • Samule
    23 febbraio 2017, 00:45

    Buonasera gentilmente vorrei un chiarimento. Premetto ho 35 anni sono sposato e ho creato la mia famiglia. I miei genitori sono divorziati ormai da più di 20 anni,io sono cresciuto con nonno e con papà perché mia mamma quando io avevo 15 anni è andata via di casa definitivamente ( diciamo che non era la prima volta che andava via e mi lasciava ) e si è trasferita dall’altra parte dell’Italia e non ha mai provveduto a me ne moralmente (quindi non mi ha mai educato )ne economicamente ha mai provveduto,non si è mai interessata di me.io ora sono anni che non ho sue notizie. Mi chiedevo se lei da anziana dovesse tornare e chiedere aiuto per se stessa per un suo mantenimento .io sono obbligato ad aiutarla? Sarebbe assurdo aiutare una donna che non ha mai provveduto a me .

    RISPONDI
  • Silvia
    5 ottobre 2016, 17:37

    Buonasera,
    avrei bisogno di una informazione.
    Sono nuora di una suocera che ha moltissimi problemi legati all’alcoolismo. Negli ultimi 2 anni e mezzo è stata inserita in un centro di recupero e adesso vuole cessare il suo cammino perché si sente pronta ad affrontare il problema fuori. Il problema è che lei percepisce una pensione di invalidità di Euro 250.00 e i suoi figli ( mio marito e mia cognata ) devono sostenerla nelle spese di affitto e vita quotidiana.
    Io e mio marito siamo molto impegnati con un mutuo, un prestito e una bimba da crescere e siamo molto in difficoltà nel poterle dare il nostro sostento.

    Mia cognata è messa molto meglio di noi, economicamente parlando.
    Possiamo fare qualcosa affinché le spese non risultino a metà?
    Inoltre, esiste un aiuto da parte dello stato per queste persone con redditi così bassi ?

    Grazie per un riscontro.
    buona giornata.
    Silvia

    RISPONDI
  • cristina
    4 maggio 2016, 15:46

    Salve vorrei sapere se per caso a mia madre spetterebbe un aiuto economico daparte di noi figli in quanto ho due ffratelli che praticamente non si fanno vedere ed io sola non riesco in quanto mia madre e vedova da poco con una pensione di 500 euro ed un affitto fi 350 euro al mese. Grazie

    RISPONDI
  • GIOVAN SERGIO BENEDETTI
    14 febbraio 2016, 17:40

    la domanda è perchè lo si deve considerare un obbligo eventualmente anche di legge, io direi che è un obbligo morale e chi non lo sente dovrebbe porsi qualche domanda
    sul senso della sua vita

    RISPONDI
    • Andrea@GIOVAN SERGIO BENEDETTI
      15 novembre 2016, 21:04

      Senso della vita?
      Scherzi?
      Ma come ti permetti?
      Chi sei tu per giudicare?
      Si, la legge dovrà obbligarmi a pagare mia madre!
      E sai perché? No! Perché commentare senza pensare a ciò che si scrive è semplice vero? !?
      Non amo raccontare i fatti miei ma non sarò l’unico in Italia per cui ti spiego.
      A 5 anni sono andato in affidamento presso una famiglia esterna alla mia.
      Affidamento che è proseguito fino ai 18 anni miei.
      Mio padre non pensava fossi figlio suo e si è" preso" solo mia sorella mentre mia madre alcolista ha vissuto fin ora con lavori in nero e case popolari.
      Il suo orgoglio di donna" vissuta" l’ha spinta a lasciare casa per scappare con un altro uomo che sfortunatamente è morto di cancro non lasciandole nulla.
      Più di dieci anni fa ho provato a riavvicinarmi a lei ma lei mi ha detto schifata che è colpa mia che le ho rovinato la vita.
      Non l’ho più rivista.
      Perché sono andato in affido? Per le botte che prendevo? Per i pasti che non facevo? Perché dormivo nella cuccia del cane fatta dai nostri vestiti abbandonati a terra?
      La patria podestà non l’hanno mai persa perché i miei genitori affidatari (la mia vera famiglia) non se la sono sentita perché il loro" amore cristiano" alimentava la speranza che lei" guarisse" dall’ alcool.
      E tu vieni a parlare di morale?
      Ho30 anni, ho comprato casa e cambiato provincia per rifarmi la vita.
      O voltato pagina e finalmente vivo! Perché tu non puoi renderti conto dei sensi di colpa e della bastonata psicologica che una infanzia come questa può darti!
      No, non puoi saperlo perché altrimenti non scriveresti parole così stupide, non giudicheresti.
      La legge mi obbligherà?
      Si.
      Lo so.
      L’ennesima beffa.
      Stai tranquillo che la legge mi porterà via parte economica, mi costringerà a vendere casa se necessario.
      Ok, ho Passato di peggio.
      Ma ti sembra giusto? Onestamente, lo trovi giusto?
      Ammetto a malincuore che questo incubo finirà solo col suo decesso e, visto la triste vita annebbiata da alcool è il meglio che auguro ad entrambi.
      Parole forti e poco Morali forse.
      Sei ancora convinto che ci sia OBBLIGO MORALE?

      RISPONDI
  • antonio
    14 febbraio 2016, 02:37

    Mio padre, ha abitato negli ultimi anni in una casa comunale. Non ha più avuto rapporti con gli 8 figli avuti da due donne diverse. Ora che è deceduto, il comune chiede a me, ai miei fratelli ed ai miei fratellastri, il pagamento delle spese xostenute dal comune. Nessuno ha pagato ed ora è arrivata una richiesta di rimborso con mora da equitalia. Sono trascorsi più di due anni dalla morte. Non ho né accettato né rinu ciato all’eredità (inesistente). Sono obbligato a pagare tali spese? Nessuno di noi le vuole pagare perché abbandinati fin da piccoli. Grazie.

    RISPONDI
  • Proletariato globale
    18 gennaio 2016, 15:44

    Ovvero come disimpegnare la società da ogni forma di welfare universale e dire alla gente, sbrogliatevi. Impoverendo le famiglie invece di spalmare gli eventi sfortunati del singolo sulla nazione intera. Come nei paesi avanzati. Per non penalizzare troppo nessuno in particolare.

    Meno male non vivo più in Italia dove il welfare, a parte il pachiderma pensionistico, non esiste.

    L’ulteriore prova che l’Italia, come entità sociale, non esiste.

    RISPONDI
  • Claudio
    17 gennaio 2016, 17:42

    Salve sono un figlio di un padre malato anziano e disabile ,quasi allettato, ho altri 3 fratelli ,di cui 2 donne che vivono in italia, una a 10 km da dove siamo noi e una a 100 km e invece un altro benestante in asia esattamente a onk kong…le due figlie femmine piu’ volte si sono rivoltate contro di me conto di mio padre rinfacciandogli che hanno la loro vita e le loro preoccupazioni, e invece l’altro in cina continua in false promesse di assistenza che ma se ne fa carico…inutili sono state le mie minacce di rivolgermi ad un avvocato,ma e’ evidente il plagio da parte dei conviventi e di tutto il resto, io atualmente vivo con lui anche io sono invalido, e cerco di fare l’impossibile ma vorrei obligare questi 3 ad usa seria collaborazione ..cosa si puo’ fare ? grazie avvocati…

    RISPONDI
  • Denis Della Croce
    24 dicembre 2015, 19:44

    Salve avvocato,il mio credo sia un caso particolare…Mio padre è venuto a mancare un mesetto fa,e di sua iniziativa dava un aiuto economico a mia nonna (sua madre).Premesso che la donna in questione è ammalata,ma non le è stata (per ora) riconosciuta nessuna pensione di invalidità o simili,premesso che prende all’incirca 700 euro di pensione mensili e abita in una casa di proprietà del’altra figlia della donna (mia zia),la sorella del deceduto (mio padre), e le vengono pagate le utenze domestiche…Essendo che io e mia madre (la moglie del defunto,legalmente in comunione dei beni) siamo gli unici eredi del defunto in quanto non esiste testamento di alcun genere,chi sarebbe tenuto a dare un aiuto a livello economico a mia nonna vista l’entità della pensione e la pressochè ridicola spesa mensile riguardo alla vita( deve fondamentalmente comprarsi da mangiare)?

    RISPONDI
  • Daniele
    20 novembre 2015, 17:32

    Buonasera, una domanda: sono litigato ed ho chiuso i rapporti da ormai 3 anni con i miei genitori e il mio unico fratello. Nell’arco di questi anni nessuno ha mai cercato l’uno l’altro e credo che la situazione si protrarrà per molto tempo. La mia paura è che un giorno sia mio fratello che i miei genitori possano chiedermi un aiuto del tipo di quelli descritti nei precedenti commenti. Io sarò obbligato a fornire quanto mi chiedano nonostante per tutti gli anni precedenti non ci sia stato alcun tipo di rapporto? Grazie in anticipo per la risposta.

    RISPONDI
  • Mery
    22 settembre 2015, 15:54

    Salve vorrei chiedere un informazione riguardo a uno stato di disagio di un genitore.Se volessi portare i mie fratelli di fronte a un giudice con l obbligo di aiuto economico.posso fare richiesta a un giudice o come? Oppure necessità un avvocato?
    Grazie

    RISPONDI
  • MARIO
    24 luglio 2015, 20:16

    Vorrei farle una domanda.
    ho sposato una donna separata,la quale a un figlio che purtroppo e ricoverato in psichiatria,il figlio a un padre il quale è nulla facente, la mia consorte fa la casalinga e non ha reddito.
    Nell’eventualita il figlio avesse bisogno di spese a riferimento alla sua malattia,io sono costretto a contribuire alle spese anche se non è mio figlio?

    RISPONDI
  • GIULIA
    24 giugno 2015, 22:36

    Salve… sono Giulia e ho 20 anni, da 4 sto con il mio ragazzo e probabilmente presto andremo a convivere… volevo chiedere, mia suocera sono mesi che non lavora e passa la giornata a casa senza neanche cercare un lavoro, ogni settimana va dalla parrucchiera, dall’estetista e spesso fa anvhe shopping spendendo anche 200 euro per un vestito. Se noi ci sposiamo in un futuro quando lei ci chiederà i soldi noi siamo costretti a darglieli? Anche nel caso anche non facessimo fatica ad arrivare a fine mese? La ringrazio spero in una sua risposta. Preferibilmente privata.

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  • Renato
    30 maggio 2015, 17:50

    In caso di inserimento di una persona con handicap in Casa di Riposo o centro diurno la spesa non dovrebbe essere sostenuta dall’Ente Locale? Non mi sembra che ci sia alcuna normativa che la spesa debba essere sostenuta da parenti ed affini.

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  • mia
    11 maggio 2015, 14:07

    Parlando di suoceri…marito e moglie, 1.600 €al mese totali, casa indipendente, senza mutui, chiedono 200€ a figlio al mese. Hanno cameriera ad ore, badante ad ore, televisore 42’pollici ed ad ogni Natalee compleanno non fanno mai un pensiero né a figli né a nuore, ma chiedono sempre regali per loro. All’unico nipote piccolo fanno 50€ di regalo all’anno, chiedendo ai genitori di spenderne almeno il doppio per far loro bella figura con il nipote. Mai un invito a pranzo, mangiano bene qyando vengono da noi, serviti e riveriti, se vai a casa loro e non arrivi con vino, pollo arrosto e patatine non preparano niente, non ti farebbero neanche sedere neabche per darti un bicchiere d’acqua! Ti offrono solo un po’ di pane, lei casalinga mai fatto una torta in vita sua al nipote, èsempre molto critica e con battute cattive critica in continuazione i figli e le nuore. Ma almeno all’altro fratello ha dato un trilocale vicino a Milano per 40.000€ circa, l’altro figlio invece lo ha impegolato a fargli aprire una partita iva a conduzione famigliare ed invece di aiutare il figlio alle tre del pomeriggio erano già. a casa propria a farsi gli affari loro… quando aspettavo mio figlio mi diceva di non dire niente per mesi a nessuno perché l’altro figlio non può avere figli, quando è nato io e suo padre eravamo soli con quesra famiglia ( meno male che ho dei cugini miei e zie). Ora tutti i mesi chiedono soldi, che mai restituiranno anzi! Quando ero malata di cancro l’anno scorso hanno annullato il Natale a casa loro alle 10 del mattino il giorno di Natale, dopo essersi fatti fare la spesa per due giorni dai figli, perché avevano saputo la sera prima che sarebbe venuto anche mio padre vedovo, dicendo che avevano la dissenteria; ed invece poi mi risulta che hanno fatto aperitivo a base di campari e mangiato e bevuto come ogni Natale.

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  • paola
    5 maggio 2015, 15:55

    sono una mamma con un figlio 18 enne con una grave sindrome con problemi aggressivi di comportamento e disturbi dell’umore 24 ore su 24…io e mio marito accudiamo sempre questo figlio….io lavoro e al pomeriggio ho lui da guardare…tengo a precisare che ho anche una mamma invalida di 83 anni ed una sorella che non lavora….io con la mia situazione del figlio e’ diritto che la guardi io la mamma oppure la sorella? visto che non lavora e non ha situazioni particolari?

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  • Bortolo
    23 febbraio 2015, 13:26

    Salve
    ho ricevuto da mia sorella una retta da pagare per contributo di mantenimento di mia mamma, ricoverata in una casa di ricovero.
    premetto! che 45 anni fa eravamo 4 figli,a quel tempo i miei genitori hanno avuto una buona uscita prima di trasferirsi in un altro paese di 1 milione e 700 mila lire si parla del 65-66
    . io ho iniziato a 14 anni a lavorare in regola, fino al 1968 ,portando i soldi in casa, poi nel 68 dopo il sevizio militare me ne sono andato ad emigrare .. per non essere sfruttato, questa mia sorella che ora mi chiede la retta di 66€. a quel tempo era minorenne gli altri figli lavoravano la terra senza nessun reddito che entrasse in casa
    La bella scoperta nel 69-70 vengo a sapere che i miei genitori! avessero comprato la casa e la terra dove abitavano! intestandola a mio fratello più grande..io mi sono sentito escluso e defraudato di un quarto di quello che sarebbe stato anche mio ..la bella cosa! e che poi mio fratello! dopo qualche anno! stava mangiandosi tutto. ed e intervenuto mia sorella comprando la proprietà–che ancora vive in questa casa arrichendosi vivendo con i genitori con la loro pensione di mio papà invalido di guerra.. ora e rimasto solo in vita mia mamma centenaria e naturalmente la figlia? ora per lei e un fastidio,.. ora chiede la retta anche a me! dove anche se a regolarmente acquistato la casa .. io moralmente non mi sento di partecipare per che cadrei in miseria e non sarei in grado di pagare la mia parte… per che non costringono a questa figlia! di pagare lei..avendo vissuto con i genitori senza aver mai lavorato e pagato i contributi..come lo ho fatto io?..vi sembra giusto questo? visto che un quarto sarebbe dovuto essere anche mio! ed ora lei vive ed e proprietaria e ci viene! a ricordare che siamo 3 fratelli,,nel 1966 non ero figlio di loro? ..tengo precisare che a quel temo con 5-6 milioni si acquistava una casa.. solo di unico stipendio che entrasse in casa era il mio..al quale si son permessi di acquistare …ditemi voi questa non e ingiustizia?
    scusate il disagio e sfogo.

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  • maco
    1 febbraio 2015, 10:19

    mia suocera vedova da 4 anni sposata nel 1976 con soggetto avente un figlio ha intestato prima di sposarsi con mia suocera tutto al figlio tenendosi per se la casa in comodato duso e un pezzetto di terra che però il figlio alla morte del padre non ha dato alla moglie del padre e tantomeno mia suocera ha mai chiesto. ora la su detta persona non essendo più in grado di provvedere a se stessa è piombata sulle mie spalle e della figlia ( mia moglie ) possiede una pensione misera devo ricoverarla in casa di riposo chi paga la differenza della retta ? a mala pena con le nostre 3 pensioni non arriviamo a coprire l’itera retta grazie spero mi risponda .grazie ancora.

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  • Filippo Tiezzi
    21 dicembre 2014, 22:18

    Salve, parlo a nome della mia ragazza.
    Ha 22 anni, Rumena, ha studiato, mantenendosi gli ultimi due anni di ragioneria, il padre non lo ha mai conosciuto, la madre non è stata molto presente lasciandola alla zia quando aveva 3 anni e facendosi rivedere a 5/6 anni, uno dei tanti episodi, cui la mia ragazza ci ha sofferto come tutt’ora.
    la madre è in italia da 8 anni hled ha lavorato i primi due anni poi nn ha trovato più nulla(avendo anche una certa calma a cercare).
    Ora abita in un appartamento in cui sua madre aveva lasciato un debito di vari mesi, ed è andata via lasciandola sola di nuovo con dei debiti, aveva appena finito la scuola superiore e nn potendo avere un debito del genere si è dovuta trovare un lavoro.
    A distanza di un anno, ha finito di pagare i debiti della madre, il lavoro per ora ce l’ha(cotratto prolungato 2m per 2m), e la madre è tornata in casa, appartamento che da poco è intestata alla mia ragazza.
    Siccome ho dovuto assistere a delle litigate pesanti tra di loro la mia ragazza gli avrebbe dato un “ultimatum”, cioè inizio anno deve andare fuori di casa(madre).
    La legge a chi andrebbe a dare ragione??
    grazie mille!

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  • armando ruga
    14 dicembre 2014, 16:17

    la figlia che che ha la residenza con la mamma in un appartamento in affitto ha qualche obbligo per l’affitto e le spese percependo circa 700 euro mese pensione la mamma con l’accompagnamento 1600 e ce’ una badante che la accudisce ?? grazie

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  • tanianna
    3 ottobre 2014, 18:29

    Ho bisogno di sapere quando i figli sono tenuti ad aiutare economicamente la madre in difficoltà… è un caso difficile! Cerco di spiegarlo…
    La sigra A e il signor B si sposano e hanno 4 figli F1 F2 F3 F4
    Poi decidono di separarsi
    La sigra A ha una relazione durante la separazione e nasce un figlio F5 che però non viene riconosciuto dal padre naturale e porta il cognome della madre.
    A e B divorziano
    B si risposa e vive all’estero
    La sig.ra A ha problemi di salute e:
    – F3 viene dato al padre
    – F4 e F5 vengono affidati ai nonni materni
    Ora che tutti i figli sono cresciuti, sono maggiorenni, sono indipendenti economicamente, può la sigra A di 63 anni nullatenente chiedere aiuto economico a tutti i figli ? Anche se non sono cresciuti con la madre?
    Sono tenuti i figli a contribuire secondo il loro tenore di vita tutti allo stesso modo?

    Il signor B non ha più versato gli alimenti che spettavano alla ex moglie, la sigra si è rivolta ad un avvocato, ma la causa con un residente allestero le è stata sconsigliata. (B però ha versato gli alimenti ai figli)
    Ora:
    – E’ in vita il nonno materno, di cui F5 è divenuto amministratore di sostegno e continua a vivere con lui.
    – F1 e f3 vivono negli USA
    – F2 e f5 vivono nello stesso comune della madre
    – F4 vive nella stessa regione della madre
    L’unico a non aver avuto più alcun contatto da quando aveva circa 9 anni è F3

    Prima di chiedere un vero e proprio parere legale vorrei capire … grazie a tutti

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  • giulia
    10 settembre 2014, 13:58

    Sono la mamma di due ragazzi uno di 16 ed una ragazzina di 12 anni.Mio marito lavora fuori e tra vaggi pese bollette e varie riusciamo a mala pena ad arrivare alla fine del mese.Ha una sorella che vive a Milano e due genitori anziani.Io ho cercato di dare una mano nel mio piccolo(perche noi non possiamo economicamente aiutare i suoi) ma adesso non ne posso più sono stanca di dover trascurare i miei figli per poi sentirmi sempre rinfacciare quel poco che facciamo perchè mia cognata da i soldi e noi no.Io posso anche dare il mio tempo ma senza sentirmi comandata e umiliata, nei miei tempi e nei miei modi.A volte anche quel poco (in denaro) che ho dovuto dare a me è mancato.Ma io a chi devo pensare per primo ai miei figli e allo stato di depressione che mi attanaglia o ai miei suoceri?

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  • claudia
    29 agosto 2014, 02:05

    Buongiorno . Volevo un informazione io da 5 anni ha 18 sono stata in una casa famiglia uscita da questa casa mi sono sposata. Ora la sorella maggiore e venuta a chiedere soldi x il mantenimento di mia madre perche dice che con la pensione, 600euro dice che non ce la fa per mantenersi. Visto che e in affitto. Io volevo sapere se sono obbligata a parare per mantenere mia madre .visto che lei quando avevo veramente bisogno di lei mi ha buttato fuori casa e non ho mai avuto un affetto di una famiglia di una madre . In piu me stato riconosciuto anche il parkinson ..

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  • Francesco
    15 luglio 2014, 19:10

    Buona sera, vorrei sapere se mia suocera che vive in un appartamento di mia proprita’, e’ obbligata a pagare le spese che sostengo come ICI/IMU ed IRPEF, e le spese condominiali. Considerando che ha una pensione di circa 550 € male appena arriva a fi e mese. Posso richiedere le somme pagate sino ad oggi ai i miei du cognati, che piu’ volte ho sollevato il problema, ma con nessuna risposta. E bene che gli invio una raccomandata diffidandoli e chiedendo i danni morali e materiali. Grazie anticipatamente.

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  • marcella
    9 maggio 2014, 22:28

    Buonasera, un dubbio mi sorviene: l’obbligo incombe anche se uno dei figli non lavora??????

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  • chiara
    2 maggio 2014, 20:12

    Buonasera. Riferisco un caso triste e doloroso, che purtroppo si reitera a danno di tutti i familiari da decenni. Siamo in presenza di una madre di 54 anni separata da più′ di venti che ha tre figli tutti e tre maggiorenni. La Signora non ha mailavorato in vita sua tranne che per eventi sporadici ed ha sempre campato sulle spalle della madre. La signora dissipa due eredità’, la prima un immobile donato a lei dalla madrina e dopo un decennio venduto e la quota di un appartamento della madre in comproprietà’ col marito di quest’ultima. La signora ripeto ha tre figli che vivono in città’ diverse al nord Italia e lavorano, il terzo figlio e’ stato concepito senza la figura di alcun padre, il ragazzo infatti fa il militare e non ha visto mai il padre naturale nemmeno in fotografia: la signora gli ha sempre detto che era deceduto (falso). La signora inoltre da decenni, campano sulla povera madre fa e minaccia di fare denunce a tutti i parenti, denunce infondate e calunniose, la signora e’ inoltre un fastidio per la quiete pubblica e per l’incolumità della vita altrui.la signora non ha mai lavorato, non ha voluto studiare da giovane e scarica ingiurie perpetue, fastidi, provocazioni e odi verso gli stessi familiari dai quali pretende di essere campata. Vale lo stesso il principio morale e giuridico della carità’ al genitore bisognoso o vale parimenti il diritto alla propria tutela e serenità’ insegnando alla signora, che non è’ nemmeno invalida da alcuna dichiarazione ad andare a lavorare e comportarsi civilemte con gli altri? Denunce pretestuose, aggressioni, ingiurie e disturbo alla quiete pubblica non sono considerati dalla legge casi di indegnità’. Grazie.

    RISPONDI
  • claudio
    16 aprile 2014, 00:47

    Vorrei sapere se posso presentare richiesta di aiuto da parte dei miei figli:
    Ho 73 anni e sono stato operato per due tumori (1 al polmone destro ed uno alla vescica) mia moglie di 72 anni soffre di depressione.
    Ho tre figli due dei quali sono completamente assenti enon si curano di come stiamo da mesi.
    Fra la mia pensione e l’assegno sociale per mia moglie arriviamo a circa 900 euro al mese, ma abitando in affitto a 425 euro al mese rimangono circa470 euro dai quali devo detrarre spese per medicine(circa 50/60 euro al mese ) per l’auto che ormai ha 13 anni (gas, manutenzione 60/80 euro al mese) bollette utenze (90 /100 euro al mese) ci sono poi le spese di casa e dobbiamo anche mangiare qualcosa e vestirci quindi è praticamente impossibile arrivare alla fine del mese senza ricorrere alla carità di amici o vicini e per questo avrei intenzione di chiedere almeno 400/500 euro al mese ai figli, ma avendoci provato più volte e non avendo ottenuto nessuna risposta se non “””Arrangiatevi””” ora voglio usare la legge e con una certa urgenza perchè veramente facciamo fatica a tirare avanti.
    Grazie per rispondere .

    RISPONDI
  • CARLO
    9 aprile 2014, 18:00

    Buongiorno,
    “Versare in stato di bisogno economico” cosa si intende?
    Nel caso di richiesta di un genitore al figlio,esiste un limite al reddito del padre?
    Nel caso specifico se il padre ha solo un assegno sociale di 635 € al mese, ha 82 anni ed è ha problemi di salute e deve provvedere all’affitto, può richiedere giudizialmente l’intervento dell’unico figlio che lo nega?
    Grazie ed ossequi.
    C.C.

    RISPONDI
  • teresa
    19 marzo 2014, 21:08

    Salve ho 34 anni sposata con due bambini,da due anni mio marito ha perso il lavoro ma fino a dicembre ho lavorato parte-time.scaduto il contratto mi trovo con un mutuo da pagare,due bimbi . Mio padre è un ispettore di polizia in pensione on più di 2000€ al mese e un palazzo di sei appartamenti con rispettivi affittuari,e l ‘appartamento dove vive di proprietà. Non è possibile che ci aiuti economicamente e moralmente,osa significa ‘stato di bisogno’,lui ha la possibilità cosa posso fare

    RISPONDI
  • Marco
    16 febbraio 2014, 00:17

    Evviva l’amore per i rapporti famigliari!

    RISPONDI
  • rino federzoni
    30 gennaio 2014, 19:13

    Salve.
    Siamo 3 fratelli e nostra madre vive con me da circa 3 anni
    è incapace di intendere è allettata e in condizioni difficili è stata abbandonata completamente da parte loro, io la accudisco in modo impeccabile 24 ore al giorno tutti i giorni anche nel periodo che se ne dovrebbero occuparsene loro.
    In questa situazione io svolgo il ruolo di casa di riposo
    o di 3 badanti, in entrambi i casi il costo di gestione è alto. Posso chiedere hai fratelli l’assegno di mantenimento con lo stesso importo della casa di cura o quello delle badanti??
    Grazie per la risposta.
    cordialmente
    Rino.F.

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  • rizza sergio
    28 gennaio 2014, 18:41

    buongiorno,vorrei porle un problema:siamo 4 fratelli ed abbiamo nostra madre di anni 93 in una casa di riposo che costa 1550,00 al mese.la mammma percepisce pensione piu accompagno x un totle di 1300,00 euro.la mamma è proprietaria di un,appartamento che fino a 2 anni fà ci viveva e che viena a costare mensilmente frà cond. luce . gas . ecc.ecc.circa 350,00 euro al mese.3 fratelli sono d,accordo(come prevede la legge 143) A VERSARE LE SPESE necessarie alla casa di riposo e alle spese x l,appartamento.il quarto fratello non vuole partecipare aqueste spese.come dobbiamo comportarci?x renderlo partecipe?? grazie distinti saluti.

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  • Bruzzi Elisa
    7 novembre 2013, 13:30

    Causa guasto del PC il servizio di posta elettronica non ha funzionato,mi scuso e mando nuovo indirizzo sperando di poter ricevere una risposta al mio quesito di cui sopra.Ringrazio anticipatamente.

    RISPONDI
  • Bruzzi Elisa
    4 novembre 2013, 15:03

    Buonasera. Dopo 15 anni che curo mio marito (seconde nozze)86 anni,cieco ventesimista affetto da nevrosi ossessiva e invalido al 100% +handicap, no accompagno e in seguito a un mio malore dovuto a depressione attiva e invalidità al 60% per varie patologie,ora mio marito è in casa di riposo,la sua pensione non è sufficiente a pagare la retta, io ho 65 anni, solo 375 euro di pensione e ho venduto tutto ciò che avevo per integrare la retta.Lui ha un figlio del primo matrimonio benestante,ma non vuol saperne di intervenire economicamente,anzi ha affittato un appartamento al 50%di proprietà del padre e al 50% della mamma.Si tiene l’affitto (800,00 euro) per ripagarsi dalle spese sostenute per la manutenzione dell’appartamento, posso pretendere che pensi al papà…io sono ormai sul lastrico….Grazie

    RISPONDI
  • claudia80
    2 novembre 2013, 07:46

    Buongiorno, vorrei porle una domanda. I miei genitori sono morti lasciando a mia cognata e mio fratello una parte dell’eredità per l’assistenza fatta in vita. Entrambi i miei genitori avevano una pensione e l’accompagnamento che mia cognata gestiva. nessuno ci ha mai chiesto soldi per i genitori. Se la pensione era sufficiente ai loro bisogni a mio fratello e cognata che hanno fatto assistenza spetta anche una parte in più dell’eredità?

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  • agostino
    27 ottobre 2013, 07:46

    e’ giusto i padri e madri guardano da piccoli anche tre quattro figli poi d agrandi essi non sono capaci o hanvoglia di guardare genitori

    RISPONDI
  • Ilaria
    27 ottobre 2013, 06:03

    Salve…volevo capire una cosa…ovvero quando parla di “prendersi cura del genitore in stato di bisogno”, ci si riferisce solamente all’aspetto economico?
    Rispetto ad un genitore anziano economicamente autosufficiente, se questi necessita di assistenza nelle cose quotidiane(tipo esser cambiata,lavata e preparare il pranzo) a causa della rottura di un femore che,nonostante operata, le impedisce di muovere anche gli arti, quali obblighi la legge impone ai figli?
    Se i figli provvedono ai bisogni di assistenza, direttamene, ma senza una presenza h 24/7 poiché co lei convivono altre due figli, possono ricadere nel reato di abbandono di incapace ex art. 591 C.P.?
    Il semplice fatto di essere figli fa sorgere gli obblighi di custodia e di cura da esso previsti?
    La ringrazio in anticipo.

    RISPONDI
  • MANUELA CRESTINI
    20 agosto 2013, 22:28

    mio cognato di soli 70 anni, per motivi di salute (esiti di ischemia ), ed economici ( pensione di soli 800,00 euro e affitto di 500,00 euro) si trova in stato di grave precarieta’ che si aggrava sempre di piu’ in modo esponenziale. Vive solo, con un pasto e un aiuto dell’assistenza sociale per circa 2 ore al giorno, la sua mobilita’ e’ pressocche’ nulla e viene sempre piu’ spesso trovato da mio marito (abitiamo di fronte) o dalla sorella o dalle operatrici sociali caduto per terra e nell’impossibilita’ di rialzarsi se non aiutato da almeno due persone anche perché pesa 120 kg.I figli hanno sempre vissuto con la madre separata e abitano a circa 20 Km. Specie negli ultimi mesi li abbiamo sollecitati piu’ volte a provvedere ad integrare l’assistenza del Comune almeno per la notte, cercando ovviamente di spendere il meno possibile, ma uno non ha assolutamente possibilita’, in quanto anche lui e’ stato recenttemente licenziato, ma si presta molto con la presenza per eventuali bisogni. L’altro, che potrebbe sostenere una spesa, pur non molto alta, non ne ha assolutamente intenzione , non e’ quasi mai presente ed ha un rapporto molto freddo con il padre.
    Possiamo noi , anche per tutelarci da eventuali responsabilita’, dato che abitiamo di fronte, fare un esposto o qualcosa del genere?

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  • Alberto
    12 luglio 2013, 19:32

    Sono un padre con un figlio naturale di anni 19 due di 25 e 29, a tutti l’oro ho intestato una casa, anche la moglie ne ha una intestata, con lei non stiamo più insieme ma ancora sposati, da circa 8 anni, lei vive a Trieste dove abbiamo tre case io vivo a Milano dove abbiamo tre case più un capannone tutto comprato durante la convivenza e matrimonio, adesso i figli diretti dalla madre mi hanno cacciato via dalla casa dove abitavo e da tutte le altre proprietà di Milano dove percepivo gli affitti, attualmente non ho più una casa dove andare a dormire ne una fonte di sostentamento visto anche i miei 63 anni, non so più cosa fare va ha finire che vado fuori di testa. Esiste una legge che mi possa tutelare!!!
    Cordiali saluti
    Tropea Alberto

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  • TITOLI DI CODA
    8 luglio 2013, 23:32

    Fino a pochi anni su questa parte del pianeta, vi era una nazione di Nome ITALIA. Questi commenti, ( rispettabilissimi ) sono la prova evidente che ormai non esiste piu’. Qualcuno che puo’ chiuda il sipario. Grazie.

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  • emma
    8 luglio 2013, 20:36

    ma mica e’ una rubrica dove si risponde a tutti..e’ un articolo !!

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  • Alberto
    8 luglio 2013, 16:30

    Buongiorno,

    sono divorziato e ho un figlio di 33anni che ha la sua vita, mio figlio non lo vedo da 13 anni ma gli scrivo almeno 2 volte l’anno, ma lui non ha mai risposto.
    Siamo sempre stati in buoni rapporti ma da un po di anni ha avuto un cambiamento, io per lui ora sono inesistente. Ho sempre lavorato, sono incensurato e ho sempre adempito alle disposizioni che stabilì il giudice quando divorziai.

    Attualmente sono disoccupato da 2 anni e risulto nullatenente, non ho casa, domicilio, auto, soldi. Nulla.

    Mi sta ospitando un amico. Recentemente sono stato ricoverato in ospedale, il mio amico ha informato mio figlio mettendogli davanti gli obblighi che ha verso il proprio genitore, ma mio figlio come tutta risposta gli detto che di me non vuole più nemmeno sentirne parlare.

    Le chiedo: davanti ad una situazione del genere, posso intraprendere un azione giudiziaria, civile e penale nei suoi confronti? (Ovviamente col gratuito patrocinio dello stato, visto che da anni non ho reddito)

    Grazie

    PS: gradirei una risposta privata

    RISPONDI
  • LINO
    22 maggio 2013, 22:55

    SALVE, HO DA PORVI UN QUESITO; SIAMO UNA FAMIGLIA NUMEROSA COMPOSTA DA NOVE FIGLI, MIA MADRE E’ MORTA NEL 1975, MIO PADRE SI E’ RISPOSATO DOPO DUE ANNI ED E’ ANDATO VIA DI CASA LASCIANDO 5 MINORENNI E UNA MAGGIORENNE, ABBIAMO VISSUTO DA SOLI FINO AL 2005, ORMAI TUTTI MAGGIORENNI SPOSATI CON FAMIGLIA, MIO PADRE 85 ANNI SEPARATO DA POCO, QUALI SONO I NOSTRI OBBLIGHI MORALI IN QUESTO CASO?

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  • Gianni
    7 aprile 2013, 10:54

    Quando parla di “prendersi cura del genitore in stato di bisogno”, ci si riferisce solamente all’aspetto economico?
    Rispetto ad un genitore anziano economicamente autosufficiente, con invalidità civile per deficit cognitivo riconosciuta al 100%, che necessita di assistenza nelle cose quotidiane quali obblighi la legge impone ai figli?
    Se i figli provvedono ai bisogni di assistenza, direttamene o coadiuvati da badanti, ma senza una presenza 24/7, possono ricadere nel reato di abbandono di incapace ex art. 591 C.P.?
    Il semplice fatto di essere figli fa sorgere gli obblighi di custodia e di cura da esso previsti?
    Grazie

    RISPONDI
  • mohammed
    22 marzo 2013, 23:25

    salve mi chiamo mohammed ho 53 anni sono disoccupato dal 2009 perche’ la ditta a chiuso a motivo della crisi, sono se ho 2 figli maschi di 24 anni e 25 anni entrambi lavorano ,
    la mia domanda e’ devono aiutarmi in senso economico adessoi che soono disoccupato? grazie aspetto risposta..

    RISPONDI
  • Vincenzo Carenza
    18 marzo 2013, 10:53

    Buon giorno.
    Nel mese di maggio 2012 ho chiesto il patrocinio gratuito,per assistenza ai genitori.
    Ottenuto,mi reco nello dal legale,dove accetta l’ncarico.
    Passa del tempo e non riesco ad avere nessuna risposta.
    Nel mese di febbraio 2013 ho revocato il mandato.
    Trovo un’altro studio legale e consegno la delibera+altri documenti vari.
    domanda:in quanto tempo hanno per presentare l’istanza.
    Se questo legale è uguale al primo cosa posso fare.
    Ho 77 anni,e vivo da solo e percepisco un assegno sociale di £ 610,00.
    Grazie e cordiali saluti.

    RISPONDI
  • Massimo
    12 febbraio 2013, 10:37

    §§§§§ Non credo si possa approvare§§§§§§
    Buongiorno volevo un consiglio sulla mia situazione Situazione attuale:
    Io GIRARDI MASSIMO e mia moglie PICCO SIMONETTA siamo in regime di separazione dei beni. Abbiamo cointestata una casa di proprietà acquistata da 4 anni oltre al conto corrente cointestato.
    Lavoro solamente io e mia moglie e mio figlio sono mio a carico.
    Mio suocero e mia suocera (alzheimer) sono ultraottantenni ,nulla tenenti e indigenti sono residenti a Vercelli ma domiciliati in Monferrato. Posseggono una pensione (mio suocero) che è dedotta del quinto per problemi di avere debiti derivati dal suo precedente lavoro di amministratore di condomini e mia suocera aveva fino a ieri un’assegno di cura della Regione Piemonte ma che oggi non ha piu’.
    Solo mia suocera possiede una casa a Vercelli ma verrà messa all’asta perché nessuno ha piu’ pagato le spese condominiali oltre a Enel, Gas ,………
    Futuro:
    Le domande sono varie e la prima è : Come posso proteggere la mia proprietà (fondo patrimoniale o trust) da eventuali obblighi ricadenti sull’unica figlia (mia moglie) (o su mio figlio ventenne) di mantenimento ? art. 413 c.c.
    Oltre tutto il mio lavoro fa si che possa essere esposto a rischi per danni procurati (siccome sono amministratore delegato e procuratore di una ditta media di costruzioni stradali)dalla mia attività dui direttore di cantiere.
    Sarebbe opportuno che lei facesse una donazione del suo 50% della casa a me?
    Cosi’ pure per il conto corrente?
    Oppure sarebbe meglio essere in regime di separazione?

    Esistono modalità per rifiutare la cura dei genitori indigenti?
    Nell’eventualità di dover pagare un’assegno di mantenimento nei confronti dei genitori lo potrei detrarre fiscalmente visto che io monoreddito sono genero?

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  • giuseppina cacace
    4 febbraio 2013, 07:33

    salve sono una madre 66enne di due figli di 36 e 42 anni.Rimasta vedova da 10 anni con una pensione inferiore ai 1000 euro,ho sempre cercato di cavarmela da sola facendo qualche lavoretto di baby sitter.Ora le mie condizioni di salute sono peggiorate,ho da 35 anni una forma di emicrania che non mi consente di svolgere una vita normale.ho una invalidità riconosciuta al 60% ma nessuna agevolazione economica.Uno dei miei figli mi ha sempre aiutato anche dopo essersi sposato.L’altro molto meno pur avendo un lavoro a tempo indeterminato.Ora si lamentano della situazione difficile di questo particolare momento,e quindi non possono garantirmi più la certezza del loro impegno preso.Faccio presente che pago un affitto di 700 euro mensili più utenze ed altre spese. Come posso metterli in condizione di assicurarmi almeno un minimo di alimenti? grazie.

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  • fabrizio
    1 gennaio 2013, 19:13

    salve mi chiamo fabrizio ho 53 anni sono disoccupato dal 2009 perche’ la ditta a chiuso a motivo della crisi, sono separato e ho 2 figli maschio di 23 anni e femmina di 27 anni entrambi lavorano ,ho un buon rapporto con loro ,ma la mia domanda e’ devono aiutarmi in senso economico adessoi che soono disoccupato? grazie aspetto risposta

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  • Marino
    30 dicembre 2012, 09:21

    Buongiorno, ho una questione da porre.
    Mia suocera vive con me e mia moglie da quattro anni circa, percepisce una pensione di 380,00 € che, ovviamente le basta a malapena. Fino ad un anno fa per me non era un problema farla stare con la mia famiglia ma purtroppo, un anno fa ho dovuto cessare la mia attività commerciale, dopo 15 anni di attività.
    Ad oggi ne io ne mia moglie abbiamo un lavoro, che ci consenta di produrre un reddito certo e costante e gli altri due figli di mia suocera, pur avendo un lavoro dipendente con regolare contratto, si rifiutano di collaborare al sostentamento della madre.Io mi trovo costretto a dover sceglere fra il sostentamento dei miei figli (due e minori) e quello di mia suocera.
    Posso agire legalmente nei loro confronti, perchè adempiano ai loro obllighi?
    Grazie anticipatamente.

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  • laura
    22 dicembre 2012, 20:55

    Buonasera,
    avrei un dubbio da porle. Nel caso che sto valutando il figlio (unico) vive in casa con il padre affetto da alzheimer. Il figlio, però, disoccupato chiede ai fratelli del padre di intervenire economicamente in favore del padre malato. Sono i suoi zii obbligati ad intervenire in aiuto del padre?
    Grazie per la sua attenzione,
    Laura

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