Gli Anni Ottanta tornano a vivere a Firenze con i Simple Minds

Gli Anni Ottanta tornano a vivere a Firenze con i Simple Minds

FIRENZE, 11 luglio – Un tuffo negli anni ’80 con il concerto gratuito dei Simple Minds a Firenze. La famosa band si è esibita in piazza della Repubblica il 4 luglio scorso per l’apertura dell’Hard rock Café nei locali dell’ex Gambrinus nel capoluogo toscano e prima del concerto, con tanto di ‘guitar smash’, sono intervenuti Rita, la prima cameriera del primo Hard rock Café a Londra, il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, Piero Pelù e Ghigo Renzulli dei Litfiba.

Un concerto, quello dei Simple Minds, che ha richiamato oltre seimila persone in piazza e che per una notte ha fatto tornare Firenze a tempi che ormai sembrano lontanissimi, quando era la città punto di riferimento degli Anni ’80 alternativi di cui i Litfiba rappresentano solo la punta dell’iceberg, grazie anche a etichette indipendenti e sale da ballo che richiamavano artisti da tutto il mondo.

Una città che niente aveva da invidiare a Berlino e che successivamente ha visto svanire questa incredibile atmosfera creativa, questa possibilità di avere Berlino a due passi da casa. Un tempo che certamente hanno voluto rivivere i tantissimi fans accorsi ad assistere al concerto dei Simple Minds, appunto una delle band più rappresentative degli Anni ’80. Un gruppo che è sempre stato paragonato agli U2 ma che per qualche motivo è stato meno fortunato, soprattutto negli ultimi anni.

I primi 25 minuti del concerto sono stati tuttavia quasi irreali, con un pubblico inchiodato che sembrava completamente fuori sintonia con la musica; non scattava il contatto fra palco e piazza mentre i più giovani se ne andavano delusi da una musica completamente fuori dalle loro conoscenze, e rimanevano coloro che quei tempi li hanno vissuti veramente ma con facce non più da ventenni.

A complicare la situazione una rissa scoppiata proprio sotto il palco che ha portato all’interruzione del concerto per ben due volte, un’acustica non sempre convincente e un Jim Kerr che, almeno inizialmente, sembrava affaticato e che a metà esibizione era un bagno di sudore.
Solo con il proseguire del concerto e con le canzoni più note del gruppo, da Mandela Day  e Someone, Somewhere (in Summertime), a Don’t You (Forget About Me) e Alive and Kicking, il pubblico si è scatenato ballando e scaldando a sua volta il gruppo: a questo punto la band ha cominciato a calcare il palco sul serio snocciolando il proprio potenziale creativo con i migliori successi generati in più di 30 anni di attività e divertendosi a suonare con energia, facendo risuonare in piazza della Repubblica il caratteristico sound della chitarra e delle tastiere dei Minds. 

Kerr in particolare si è sentito in dovere di non risparmiarsi e, ormai in completa sintonia con l’ambiente, ha più volte dialogato anche scherzando con la folla ormai ai suoi piedi: è il pubblico che ha fatto sì che la vita di Kerr fosse “fantastica” come lui ha detto dal palco, e per questo lo ha ringraziato più volte. E il pubblico ha a sua volta ringraziato i Minds per una serata che certamente Firenze ricorderà.

1 commento

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1 Commento

  • alce_t
    12 luglio 2011, 22:39

    articolo super dettagliato. avendo assistito al concerto, concordo su tutto. la seconda parte, malgrado aria irrespirabile e pioggia sull’ultimo pezzo, è stata memorabile!!!

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