Moreno Burattini: ‘Scrivere Zagor, più che un lavoro, è un modo di essere’

Moreno Burattini: ‘Scrivere Zagor, più che un lavoro, è un modo di essere’

LUCCA, 12 maggio – Partiranno da Lucca i festeggiamenti per i 50 anni di Zagor. Il mitico ‘Spirito con la Scure’, nato il 15 giugno 1961, celebra questo importante compleanno con un romanzo, scritto da uno dei suoi sceneggiatori ‘storici’, Moreno Burattini, che dà vita alle storie di Zagor dal 1989 e, quest’anno, ha deciso di festeggiare il personaggio addirittura con un romanzo.

Si chiama «Le Mura di Jerico» e sarà presentato in anteprima alla libreria ‘Il Collezionista’, domenica 15 maggio a partire dalle 16, dall’autore, Moreno Burattini, in un incontro ‘benedetto‘ da Sergio Bonelli, con una locandina speciale, dove Zagor è raffigurato di fronte alla Torre Guinigi, creata apposta per l’eventoe che vedrà la partecipazione anche del disegnatore Marcello Mangiantini e del cantautore Graziano Romani.

«Sono curatore della collana di Zagor e sceneggiatore delle storie di questo personaggio – spiega Moreno Burattini – ed è toccato a me l’onore, ma in qualche misura anche l’onere, di scrivere il primo romanzo dello ‘Spirito con la Scure’. E’ un romanzo breve, di circa 100 pagine: si può dire che è uno sfizio che ci siamo tolti, per dare agli appassionati di Zagor una sorta di ‘bomboniera’ per festeggiare questo importante compleanno».

E’ un romanzo per appassionati del fumetto o pensi che lo possano leggere anche persone che ancora non conoscono Zagor ma magari ne hanno solo sentito parlare?
«E’ un po’ tutte e due le cose. Nel senso che si tratta di un romanzo western classico, che, però, riprende le storie e lo stile di Zagor. Penso che possa attrarre sia chi legge Zagor sia chi lo trova in libreria o – perché no? – in casa»

In compenso la copertina è tipicamente ‘fumettosa’…
«Assolutamente si. E’ una sorte di regalo per gli appassionati di fumetti, perché è stata disegnata da Gallieno Ferri, il primo creatore delle copertine di Zagor che, nonostante i suoi 82 anni, ha voluto festeggiare questo compleanno con una sua creazione. Questo, però, non è il solo regalo che troveranno gli appassionati di Zagor: all’interno, infatti, i dieci capitoli sono accompagnati da un’illustrazione originale di altrettanti disegnatori che fanno parte dello staff di Zagor. Si tratta di tavole in bianco e nero che illustrano il capitolo, regalando al libro qualcosa di veramente importante per tutti quelli che amano questo personaggio».

C’è stata differenza, per te, tra lo scrivere una sceneggiatura e scrivere un romanzo?
«C’è stato il confrontarsi con un linguaggio completamente diverso. Un conto è scrivere una sceneggiatura che deve, quindi, tenere conto anche dell’immagine, un conto è stato scrivere un romanzo, dove invece è necessario descrivere le scene. E’ un po’ come per uno sceneggiatore di film che si cimenta con lo scrivere. Ad ogni modo, essendo io un grande divoratore di letteratura, ho messo a frutto le mie letture e ho scritto qualcosa che mi sarebbe piaciuto leggere».

Hai detto di essere un grande lettore: cosa ti piace leggere?
«Ci sono due tipi di letture che faccio: quelle per lavoro e quelle per piacere. Nel primo caso, per lo più si tratta di saggi che leggo per conoscere le realtà dove si deve muovere Zagor. Ad esempio, adesso partirà per una lunga avventura in Sud America e, quindi, mi sono letto moltissimi saggi che riguardano questa parte del mondo nei suoi diversi aspetti: dalla storia, alla cultura, fino ai romanzi scritti da scrittori sudamericani. Questo mi serve per avere un quadro quanto più completo possibile e ambientare la storia in modo credibile. Poi ci sono le letture di piacere e, allora, scelgo i romanzi».

Che caratteristiche deve avere un romanzo per piacerti?
«Deve essere in grado di catturare la mia attenzione, nel senso che deve appassionarmi alla storia, ai personaggi che si muovono in quella storia. Ovviamente, poi, è necessario che ci sia una storia, una trama che si svolge capitolo dopo capitolo. Mi sta bene che ci sia un approfondimento anche psicologico dei personaggi, ma questo non deve passare sopra la storia stessa». 

Cosa significa, per te, scrivere le storie di Zagor?
«Significa confrontarsi con un mito del fumetto italiano. Con il secondo personaggio, dopo Tex Willer, più longevo, che è ininterrottamente in edicola da 51 anni e, quindi, è perfino più vecchio di me. E’ la realizzazione di un sogno che avevo da bambino, quando leggevo le storie di Zagor: a forza di leggerlo, pensavo a come avrei scritto io queste storie e, quando mi proposi a Bonelli, sono stato preso. Così è dal 1989 che scrivo le storie di questo personaggio. E’ un modo di vivere i sogni, inventandosi delle storie. E’ anche una ‘maledizione’, in un certo senso, perché l’idea di scrivere ti segue sempre e, anche quando sei al mare, pensi a come potresti scrivere quella storia o chiudere quell’episodio. Le idee nuove arrivano un po’ per magia. In sintesi, è un modo si essere più che un lavoro».

Ma Zagor è cambiato in questi venti anni? E, se è successo, com’è cambiato?
«Zagor è un personaggio sedimentato nella sua ortodossia e quindi rimane sempre fedele a se stesso. Questo non significa che non sia cambiato, ma i cambiamenti sono stati graduali e, in un certo senso, impercettibili. Del resto Zagor ha un forte seguito e i suoi fans sono estremamente attenti a tutto quello che fa il personaggio. Pertanto, Zagor non potrà mai fare niente che non sia ‘da Zagor’. Detto questo, ovviamente, i cambiamenti ci sono stati, ma sono stati più che altro legati al modo di raccontare. Rispetto a quando è nato, è un modo di raccontare molto più veloce, che in un certo modo rispecchia meglio questi tempi. Poi, ad esempio, una volta il lettore sapeva e vedeva solo quello che sapeva e vedeva Zagor. Oggi, invece, è diverso: ci sono flashback, trame alle spalle, cose che accadono senza che Zagor le sappia, ma il lettore ne è portato a conoscenza. Un’evoluzione, quindi, più nel modo di scrivere che non nel personaggio».

Finora abbiamo parlato di Zagor, del suo passato, del suo presente e anche un po’ del suo futuro, ma il tuo futuro? Qualche sogno nel cassetto?
«Sono anche un autore teatrale e mi fa molto piacere che, anche in questo momento, alcune mie commedie siano rappresentate in teatri in giro per l’Italia. Al momento ho messo da parte la scrittura delle commedie, ma solo per mancanza di tempo: mi piacerebbe, una volta pensionato, riprendere a scrivere per il teatro e continuerei l’esperienza di commedie brillanti. E, poi, ci sono i saggi che scrivo. Domenica, tra l’altro, presenterò in anteprima assoluta anche un altro libro, un saggio appunto»

Di cosa si tratta?
«Si chiama ‘Guido Nolitta: Sergio Bonelli sono io’ ed è un saggio scritto sul Bonelli sceneggiatore, che si firma con lo pseudonimo di Guido Nolitta, appunto. L’ho scritto come se Nolitta esistesse realmente e l’ho incentrato su questo aspetto di Sergio Bonelli che forse non tutti conoscono come si dovrebbe».

Insomma, l’appuntamento è domenica, alle ore 16, alla libreria ‘Il Collezionista’, in piazza San Giusto a Lucca, dove Moreno Burattini presenterà le anteprime dei due libri, ‘Le mura di Jerico’, romanzo per i 50 anni di Zagor e il saggio su Bonelli, edito dalla Coniglio editore. Un pomeriggio sotto il segno dello Spirito con la Scure che non mancherà di attirare appassionati e curiosi.

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