Italiani dispersi sul fronte russo, segnalati a Respighi gli appelli dei lettori de LoSchermo.it

Italiani dispersi sul fronte russo, segnalati a Respighi gli appelli dei lettori de LoSchermo.it

LUCCA, 6 febbraio – Dopo la pubblicazione su LoSchermo.it dell’articolo “Una piastrina per ricordare” abbiamo ricevuto, in pochi giorni, decine di richieste da parte di parenti di dispersi della campagna di Russia, che chiedono di poter avere notizia dei loro cari.

Ci siamo quindi sentiti in dovere, per la nostra idea di giornalismo al servizio del cittadino, di cercare di dare voce a così tanti appelli. Il modo più semplice ci è sembrato quello di contattare colui che ha ritrovato la piastrina di cui abbiamo parlato nell’articolo: Antonio Respighi. Lo abbiamo così intervistato, rendendoci subito conto della sua forte passione e dell’impegno che sta mettendo per quest’opera di memoria.

Nel 2009, insieme a sua moglie Gianna, in testa a una carovana formata da otto camper, ha fatto un viaggio in Russia, che prevedeva una visita ai luoghi teatro delle operazioni militari del Corpo di Spedizione Italiano in Russia (CSIR) e successivamente dell’ARMIR (Armata Italiana in Russia).

“Avremmo visto a Nikolajewka – racconta Respighi – il famoso sottopasso della ferrovia dove gli italiani sono riusciti a rompere l’accerchiamento russo, quota Pisello, Rossosch, dove gli alpini hanno ristrutturato l’edificio che ospitava il Comando d’Armata Alpino trasformandolo nell’asilo ‘Sorriso’, in grado di ospitare 120 bambini russi. Avremmo visitato cimiteri e fosse comuni nella zona del Don, posando un fiore sui cippi in memoria dei soldati italiani caduti. Il 29 luglio avevamo in programma di raggiungere il campo di prigionia di Uciostoje, nella regione di Tambov (circa 330 km a sud-est di Mosca), ma, per mancanza di segnalazioni, a Miciurinsk ci accorgemmo di avere già superato Uciostoje. Essendo già all’imbrunire decidemmo di pernottare ai margini di un parco a Miciurinsk. Si presentò un giovane uomo che, per difficoltà di lingua dei nostri compagni di viaggio, non fu compreso e fu quasi allontanato da qualcuno del gruppo, pensando che fosse un importuno. Mia moglie Gianna, che parla russo, capì, invece, che quel giovane parlava di qualcosa riguardante i soldati italiani. Lo richiamammo perciò presso il nostro camper. Al riparo da sguardi indiscreti ci disse di avere vari oggetti della seconda guerra mondiale ed in particolare piastrine di riconoscimento di soldati italiani. Gli chiedemmo se ce le avrebbe consegnate per restituirle ai familiari in Italia. Rifiutò e gli chiedemmo allora se lo facesse per soldi, dal momento che noi non eravamo disposti ad un commercio di sentimenti. Rispose che non lo faceva per soldi ed allora iniziò una lunga opera di convincimento durante la quale io gli feci presente che sono un alpino del Gruppo di Abbiategrasso ed anche Consigliere della Sezione di Milano. Gli avremmo dimostrato che la nostra intenzione era vera e seria. Terminata la nostra quasi ‘supplica’ il giovane fece una telefonata e se ne andò. Stavamo ancora rammaricandoci per avere perduto una importante occasione, pensando di non essere riusciti a convincerlo, quando egli ritornò e pose delle gavette contenenti diversi piastrine sul nostro tavolino. Lo ringraziammo increduli e gli offrimmo due bottiglie di vino italiano”.

Da questo episodio casuale è nato il progetto di consegna delle piastrine ai familiari, sostenuto sia dall’Associazione Nazionale Alpini, Sezione di Milano, che dal Gruppo Alpini di Abbiategrasso, attualmente attivo.

LoSchermo.it ha segnalato a Respighi tutte le richieste pervenute dai lettori attraverso lo spazio commenti.

Adesso, anche la redazione, attende eventuali riscontri per poi comunicarli su queste pagine. Nel frattempo, nei prossimi giorni, pubblicheremo una seconda intervista a Respighi in cui verrà spiegato nel dettaglio il “modus operandi” con cui vengono portate avanti sia le ricerche che la gestione dei contatti legati ad esse.

Invitiamo i lettori a continuare nelle segnalazioni, certi che tutte le loro richieste saranno fatte arrivare dalla nostra redazione ai responsabili del progetto di catalogazione e ricerca dei connazionali dispersi nella Campagna di Russia, con i quali siamo attualmente in contatto.

Leggi anche: “Una piastrina per ricordare”

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